
Di Luciano Trenta – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66764232
Immerso nella rigogliosa campagna della Tuscia viterbese, Sipicciano è una frazione del comune di Graffignano, un borgo affascinante e poco conosciuto che merita di essere scoperto. Situato a pochi chilometri da Viterbo si trova su di un altopiano a ridosso della Valle del Tevere, al confine laziale con l’Umbria. Questo piccolo centro offre ai suoi visitatori un mix unico di storia, cultura, e tradizioni enogastronomiche.
Le origini
Sipicciano viene menzionato per la prima volta nell’840, in un documento dell’imperatore carolingio Lotario I in cui si parla di un “Fundo Sepiciano“. In epoca medievale il borgo, dotato di uno statuto comunale autonomo, subì diversi danni a causa delle guerre tra guelfi e ghibellini del XII secolo. Successivamente, nel XIII secolo, già sotto il controllo del Comune di Viterbo, passò sotto il dominio della famiglia perugina dei Baglioni, che governarono il locale castello. Il borgo, prevalentemente agricolo, mantenne una certa autonomia fino al 1872, quando venne annesso al Comune di Roccalvecce, attualmente frazione di Viterbo situata tra Graffignano e Celleno. A partire dal 1887 Sipicciano presentò diverse richieste per essere aggregato al Comune di Graffignano, ottenendo finalmente l’approvazione nel 1928. Nel 1967 fu avanzata una proposta per il recupero dell’autonomia comunale, che tuttavia non andò a buon fine a causa della scadenza dei termini.
Cosa vedere
Uno dei simboli di Sipicciano è senza dubbio il Castello Baglioni, una maestosa struttura medievale che domina il paese. Con le sue torri, i merli e le imponenti mura, è un esempio perfetto di architettura difensiva e, al contempo, residenziale. Anche se non sempre aperto al pubblico, vale la pena ammirarlo dall’esterno e godere della vista mozzafiato sulla valle del Tevere. Degno di nota anche il complesso monumentale della ex chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, al cui interno spicca la Cappella Baglioni, interamente affrescata con la rappresentazione dei miracoli di San Francesco, singolare esempio di pittura tardo-manieristica in area viterbese (XVI sec.). Merita sicuramente una visita anche il MicroMuseo di Arte Contemporanea, fondato dal critico e curatore d’arte Antonio Arevalo. È ospitato all’interno di un’antica torre di pietra che si sviluppa su tre livelli, meglio conosciuta come Torre Enel o Ex Torre Enel perché, per circa trent’anni, è stata utilizzata per la distribuzione dell’elettricità. Abbandonata negli anni Settanta, oggi ospita esposizioni e opere di artisti da tutto il mondo.
I prodotti tipici
Sipicciano è sinonimo di autenticità anche a tavola. Il borgo è famoso per la produzione di olio extravergine d’oliva, considerato uno dei migliori della zona grazie al terreno vulcanico che dona alle olive un sapore unico. Altro prodotto di spicco è il vino della Tuscia, spesso realizzato da piccole cantine a conduzione familiare. I vitigni locali regalano vini di qualità, perfetti per accompagnare i piatti tipici del territorio. Sipicciano si inserisce infatti nei tanti itinerari turistici della zona, in particolare quello della Strada del Vino della Teverina.
Cosa mangiare
La cucina di Sipicciano è quella tipica della Tuscia, ricca di pasta fatta in casa, verdure fresche e di stagione, cacciagione, cinghiale, legumi, patate, e un buon olio d’oliva.
Da non perdere
Una visita a Sipicciano non può dirsi completa senza una passeggiata lungo i sentieri delle campagne circostanti. Tra noccioleti, uliveti, vigneti e panorami mozzafiato potrete immergervi nella tranquillità di un paesaggio che sembra immerso in tempi remoti.